Il rifugio si trova in via Carlo Mauri 1 ai Piani Resinelli, località tra i 1200 e i 1400 metri di altitudine situata sopra Ballabio, ai piedi della Grigna Meridionale o Grignetta.

Per contattarci, 0341 531132 oppure info@rifugiosoldanella.it

Per raggiungerci in auto seguite la SS36DIR che sale diretta da Lecco a Ballabio con una serie di veloci gallerie. Per salire in bicicletta o a velocità più rilassate, percorrete la SP62 della Valsassina. A Ballabio, alla rotonda svoltate a sinistra in direzione Piani Resinelli e, una volta raggiunti, nella zona residenziale prendete il tornante a destra sotto il bar e imboccate la via Carlo Mauri fino al Rifugio.

Cartografia
Kompass 1:50.000 n° 105 “Lecco-Val Brembana”
TCI 1:20.000 “Gruppo delle Grigne”

 

Colora la neve la soldanella, corolle di ciglia di cielo

soldanella alpina
soldanella alpina
targa rifugio
targa rifugio

La soldanella è la primula alpina, minuta campanula lilla dai margini sfrangiati che, come tutti i fiori montani, ogni anno rispunta con forza inaspettata per annunciare la bella stagione e vivere la breve estate dei monti in tutta la sua pienezza.

Soldanella è il nome del nostro rifugio: siamo Daniela Magni e Mauro Taramelli, abbiamo scelto i Resinelli e la vita in montagna, qui stiamo con nostro figlio Yuki (“neve” in giapponese), che vediamo crescere in armonia nella natura che ci circonda.

Il Rifugio Soldanella lo abbiamo acquisito dalla SEM (Società Escursionisti Milanesi), che lo aveva costruito nel 1899 come base d’appoggio per le escursioni sulle pareti lecchesi. Il SEM Cavalletti, come si chiamava allora, fu inaugurato il 29 ottobre di quell’anno con un evento memorabile e la partecipazione di noti personaggi, come Mario Cermenati, noto geologo e dirigente del CAI, a quei tempi si raggiungeva il rifugio solo a piedi da Lecco, ed era un vero punto di sussistenza.

Con lo stesso spirito di accoglienza gestiamo ora il rifugio cercando di valorizzare il territorio e le persone che lo vivono e lo hanno vissuto; stiamo trasformando il rifugio in un museo che ripercorra le tracce di quelle persone come Cassin, Mauri , Bonatti che sono transitate da questi luoghi ed hanno lasciato un segno indelebile su queste rocce, la loro storia è la storia del rifugio.

Da poco tempo si è aggiunta Zampa: una cagnolona simpatica ed esuberante che è diventata la mascotte del rifugio e ama molto la neve.